NOTIZIARIO DELL’OLIVICOLTORE n° 5 del 25 settembre 2021

NOTIZIARIO DELL’OLIVICOLTORE n° 5 del 25 settembre 2021

Nel precedente bollettino era stata segnalata la concreta probabilità che, dopo le prime piogge di fine estate, le olive avrebbero accelerato il loro accrescimento diventando così più turgide. Condizione questa, che insieme alle temperature più fresche e ad una maggior percentuale di umidità relativa, avrebbe favorito la ovideposizione da parte della mosca.

La previsione del rischio per i danni da parte della mosca dell’olivo si è concretizzata in molte zone dell’Umbria, visto che su interi territori olivati di alcuni comuni della regione viene segnalato il superamento del limite di soglia previsto per i trattamenti ovicidi e larvicidi. Anche nelle zone dove ancora la diffusione dell’insetto non riguarda l’intero comprensorio comunale, è necessario porre molta attenzione nel verificarne l’attività. Infatti la presenza del dittero potrebbe essere ai limiti del danno nei microambienti più umidi e negli oliveti dove sono presenti varietà di olivo con drupe medie o grandi, così come nelle piante con scarsa produzione nelle quali le poche olive presenti tendono ad ingrossarsi ben oltre il normale standard della cultivar.

Come ampiamente ribadito in molti bollettini del passato, è importante mantenere attivo il monitoraggio dell’insetto sia con le trappole, sia con il controllo diretto delle drupe. Si ricorda che quest’ultimo metodo prevede di raccogliere 100 olive prelevandole ad oltre 150 cm da terra nella parte della chioma esposta a sud (10 olive per pianta su 10 piante in totale) scegliendole a caso nelle diverse zone dell’oliveto (sugli appezzamenti particolarmente grandi si preferisce raccogliere 5 olive per pianta su 20 diverse piante). Subito dopo il prelievo controllare la posizione dell’eventuale foro di ovideposizione (piccolo puntino scuro visibile sull’esterno dell’oliva) e tagliare con un bisturi le drupe raccolte, procedendo, dall’esterno verso l’interno, praticando delle sottilissime fette di pochi decimi di millimetro. Man mano controllare le parti tagliate con una lente di ingrandimento (almeno da 10 x) per verificare se siano presenti uova vitali o larve già nate.

Nel caso di superamento della soglia dell’8% di infestazione attiva, per le aziende che applicano la lotta integrata, non resta che ricorrere ai principi attivi ammessi dal disciplinare regionale: Fosmet e Acetamiprid. Gli interventi con tali prodotti fitosanitari possono dare risultati soddisfacenti soltanto se utilizzati nelle prime fasi dopo l’ovideposizione, tenendo conto che entrambi i principi attivi non riescono a colpire le larve dopo che queste hanno superato la prima fase di sviluppo. E’ pertanto di vitale importanza monitorare l’oliveto con molta assiduità per intervenire già nelle prime fasi del rischio. Giova ricordare che i principali prodotti commerciali contenenti i principi attivi prima segnalati hanno un tempo di carenza di 21 giorni (periodo che deve trascorrere dalla data del trattamento a quella della raccolta). Per questo, considerato l’avvicinarsi del periodo della raccolta, il cui inizio è previsto indicativamente per il 15 ottobre, la decisione se intervenire o soprassedere al trattamento deve essere presa con tempestività.

Per gli oliveti in regime biologico, è necessario continuare a contenere per tempo la diffusione degli adulti. Si tratta di intervenire, valutando la convenienza tra efficacia e costi, con Spinosad, con Beauveria bassiana o con la cattura massale (es. trappole Attract & Kill o altre di accertata efficacia). E’ evidente come tali ultimi interventi, rivolti esclusivamente verso gli adulti, risultino efficaci soprattutto se effettuati a livello di comprensorio. Visto l’avvicinarsi del periodo della raccolta, ormai non sono più consigliabili i trattamenti imbiancanti suggeriti nei precedenti bollettini.

Si ricorda infine di procedere ad un tempestivo trattamento con prodotti rameici nei giorni immediatamente successivi alla raccolta delle olive. Il consiglio è valido per tutti gli oliveti e soprattutto per quelli dove i macchinari per la raccolta (pettini vibranti e altre attrezzature simili) possono causaare delle microferite sui rami produttivi.

Agr. Moreno Moraldi

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Aggiornato al 31/12/2014

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