IL GRAN CALDO CONTINUA A NON FAVORIRE LA DIFFUSIONE DELLA MOSCA

IL GRAN CALDO CONTINUA A NON FAVORIRE LA DIFFUSIONE DELLA MOSCA
NOTIZIARIO DELL’OLIVICOLTORE n° 3 del 2 agosto 2021


In questi giorni, oltre che lamentarci per la mancanza o per la scarsità delle piogge, siamo tutti preoccupati dall’elevato caldo che ci sta colpendo durante tutte le ore di luce ed in parte anche durante la notte. Quasi ovunque, in Umbria, sono stati raggiunti e superati i 35°C anche per più giorni consecutivi. Un tale livello di temperature condiziona parzialmente le attività umane, ma incide ancor di più nei confronti della mosca dell’olivo che, per nostra fortuna, viene limitata o impossibilitata nell’attività di ovideposizione. E’ questo l’aspetto che interessa di più gli olivicoltori, tenendo conto che la mosca si riproduce inserendo le proprie uova all’interno della polpa delle olive, dove le larve possono nutrirsi e svilupparsi fino allo stadio di adulto, ma tale attività viene ostacolata da temperature superiori ai 32°C.  In questo periodo l’indurimento del nocciolo è ormai completato e le drupe hanno raggiunto o superato il livello di dimensioni che le rende appetibili da parte dell’insetto.

Visto che la mosca è già presente in tutti gli oliveti da alcuni mesi, soltanto le condizioni climatiche possono condizionarne la pericolosità. Per nostra fortuna, il forte caldo, insieme alla mancanza di umidità di queste ultime settimane, hanno sia limitato l’attività di volo dell’insetto, sia compromesso la vitalità delle sue uova. Per questo, pressoché in tutta l’Umbria, possiamo essere soddisfatti di aver superato il mese di luglio indenni da danni su gran parte dei territori. Purtroppo in diversi oliveti, in particolare quelli corrispondenti alle zone vallive interne e quelli a quote più basse in prossimità delle pianure, le olive quest’anno sono scarse o del tutto assenti a causa soprattutto dell’ondata di freddo della prima decade di aprile. E’ probabile che la mosca, già presente in tutte le fasce olivate della Regione, si sposti verso le zone dove le drupe sono disponibili in quantità abbondante per la propria riproduzione.

Anche se al momento, come prima detto, la presenza dell’insetto non desta preoccupazioni, altrettanto non può essere garantito per le prossime settimane. Tutto dipenderà dall’andamento climatico. Per questo è importante mantenere attivo il monitoraggio dell’insetto sia con le trappole, sia con il controllo diretto delle drupe. Quest’ultimo metodo prevede di raccogliere 100 olive prelevandole ad oltre 150 cm da terra nella parte della chioma esposta a sud (10 olive per pianta su 10 piante in totale) scegliendole a caso nelle diverse zone dell’oliveto (sugli appezzamenti particolarmente grandi si preferisce raccogliere 5 olive per pianta su 20 diverse piante). Subito dopo il prelievo tagliare con un bisturi le drupe raccolte, procedendo, dall’esterno verso l’interno, nel realizzare delle sottilissime fette di pochi decimi di millimetro. Man mano controllare le parti tagliate con una lente di ingrandimento (almeno da 10 x ma meglio se più potente) per verificare se siano presenti uova vitali o larve già nate.

Nel passato, negli oliveti per la produzione di olio che presentavano infestazioni superiori all’8%, con esclusione degli appezzamenti condotti in biologico, veniva consigliato di intervenire con insetticidi a base di Dimetoato. La molecola non è più disponibile in commercio ed i possibili sostituti si limitano a Fosmet e Acetamiprid. Si tratta di prodotti fitosanitari che possono dare risultati soddisfacenti soltanto se utilizzati nelle prime fasi dopo l’ovideposizione. Infatti non riescono a controllare le larve dopo che queste hanno superato la prima fase di sviluppo. E’ pertanto di vitale importanza monitorare l’oliveto con più assiduità rispetto al passato per intervenire già nelle prime fasi di rischio. Buoni risultati, validi anche per le coltivazioni in regime biologico, si possono raggiungere cercando di contenere la diffusione degli adulti. Si tratta di intervenire, valutando la convenienza tra efficacia e costi, con Spinosad, con Beauveria bassiana o con la cattura massale (es. trappole Attract & Kill o altre di accertata efficacia).

E’ evidente come tali interventi, rivolti esclusivamente verso gli adulti, abbiano un senso soltanto se effettuati su larga scala a livello di comprensorio. Negli altri casi le mosche, grazie alla loro facilità di spostamento, possono rapidamente ripopolare le zone trattate. Sono altrettanto efficaci, a livello di prevenzione, i trattamenti imbiancanti effettuati con polveri di roccia o con caolino (purtroppo quest’ultimo facilmente dilavabile con le piogge). Sono reperibili anche formulati classificati come concimi, a base di calce inertizzata e collanti, disponibili, in opzione, anche con l’aggiunta di basse percentuali di rame. Quest’ultimo, non solo ci aiuta nella prevenzione di molte patologie derivanti da funghi e batteri, ma ha anche un’azione diretta nell’indurire la parte esterna delle olive, quale ostacolo alla ovideposizione della mosca. Il rame inoltre riduce o impedisce del tutto la possibilità di nutrizione delle larve nella loro prima fase di vita. Altrettanto utile per la prevenzione contro la mosca e non solo, è l’eliminazione dei succhioni all’interno della chioma, così da renderla più arieggiata e meno accogliente per l’insetto.

Visto il perdurare della siccità e le difficoltà, per le piante di olivo, di approvvigionarsi degli elementi nutritivi normalmente assorbiti dalle radici insieme all’acqua, potrebbe essere molto utile intervenire con concimazioni fogliari distanziate di 8-10 giorni una dall’altra. Gli elementi che si consiglia di apportare sono soprattutto azoto (N) e potassio (K). Quest’ultimo è particolarmente necessario in questa fase di sviluppo del frutto. Potrebbe, ad esempio, essere utilizzato il nitrato di potassio (N13-P0-K45) all’1%, visto che contiene anche una limitata quantità di azoto, da integrare eventualmente con urea all’1%.  

Per tutte le informazioni e per gli approfondimenti si consiglia di rileggere sempre i bollettini precedenti e, soprattutto, quelli degli anni passati in quanto contengono dei consigli che restano tuttora validi. Di particolare interesse risultano essere i precedenti notiziari nei quali sono stati trattati gli argomenti riferiti al monitoraggio della mosca, alla diagnosi precoce dell’occhio di pavone, all’irrigazione, alle concimazioni, all’eliminazione dei succhioni, nonché suggeriti i periodi più appropriati per i vari trattamenti con i prodotti rameici.
Agr. Moreno Moraldi

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Aggiornato al 31/12/2014

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