SPOSTARE LA RACCOLTA PIU' IN AVANTI, QUEST'ANNO, POTREBBE AUMENTARE LA RESA DELLE OLIVE

SPOSTARE LA RACCOLTA PIU' IN AVANTI, QUEST'ANNO, POTREBBE AUMENTARE LA RESA DELLE OLIVE - NOTIZIARIO DELL’OLIVICOLTORE n° 6 del 17 ottobre 2020

Da pochi giorni abbiamo assistito all’apertura di alcuni frantoi che ci permettono di assaggiare, con largo anticipo rispetto a quanto avveniva anni fa, la prima bruschetta preparata con un olio molto profumato. I medesimi frantoi, insieme ai restanti che si stanno preparando all’apertura, potranno essere a pieno regime tra due o tre settimane. Grazie alle alte temperature, ben più elevate della media stagionale, che si sono protratte fino a quasi tutto il mese di settembre, nonché al loro repentino abbassamento nella prima parte di questo mese, la mosca delle olive non ha potuto, salvo casi limitati, deporre le proprie uova. Per questo, nella nostra regione, la stagione 2020 si prospetta, per qualità, come una delle migliori degli ultimi anni. La produzione in Umbria non è prevista costante in tutte le zone e per tutte le cultivar ma, nel complesso, ci si attende una raccolta di olive più che soddisfacente. Ciò non toglie che la produzione di olio possa invece essere inferiore alle previsioni. Infatti le olive di tutte le varietà presentano un forte ritardo nella maturazione, rispetto agli anni passati, con una scarsa inoleazione. Per questo, a differenza di quanto consigliato negli anni precedenti, si invitano gli olivicoltori a non avere troppa fretta nel procedere alla raccolta. Prevedendo, per quest’anno, un rendimento in olio sicuramente più basso rispetto all’anno 2019, si consiglia di spostare in avanti la raccolta per non restare troppo delusi dalla resa ottenuta al frantoio.
Si ricorda che Il momento ideale per la raccolta si verifica quando viene raggiunto il massimo del contenuto in fenoli e quando si ha una buona resa in olio in rapporto alla massa portata al frantoio. Spesso si tende a far coincidere la raccolta con l’avvenuto cambiamento di colore delle olive (invaiatura) che quest’anno è ancora lontana dal verificarsi. I nostri nonni lasciavano le drupe a lungo sulla pianta, oppure le raccoglievano e le conservavano al coperto, a strati di basso spessore, aspettando che si asciugassero per trasportare meno massa al frantoio e, soprattutto, per risparmiare sul costo della molenda calcolata a quintale. Oggi, invece, si deve puntare a produrre una buona quantità di olio, di elevata qualità, che possa soddisfare il nostro palato e possa spuntare prezzi più alti sul mercato. E’ bene tener presente che la buona qualità dell’olio dipende anche dal tempo trascorso tra la raccolta delle olive e la loro molitura. Il consiglio è quello di consegnarle al frantoio entro le 24 ore per poter gustare tutti i profumi dell’olio nuovo. Comunque non dovrebbero mai trascorrere più di 48 ore anche per coloro che ritengono di avere i locali e le attrezzature adatte allo stivaggio.
Questo bollettino è anche l’occasione per ribadire il consiglio, più volte rimarcato, di eseguire un trattamento alle chiome degli olivi con prodotti rameici immediatamente dopo la raccolta, soprattutto se questa è stata fatta con strumenti abbacchiatori che possono aver causato tante piccolissime ferite sui rami più giovani. Per ottenere un effetto immediato, soprattutto se sono passati diversi giorni dal momento della raccolta, si consiglia di utilizzare il rame nella forma di “idrossido”, formulato caratterizzato da un’azione molto più pronta rispetto agli altri in commercio. Ultima annotazione: nelle nostre zone, caratterizzate da inverni particolarmente rigidi, si consiglia di non avere troppa fretta per effettuare la potatura degli olivi, ma di attendere sempre e comunque la prossima primavera.
Come già più volte ripetuto, si ricorda, a tutti coloro che intendono concimare l’oliveto con il letame, di iniziarne la distribuzione in anticipo rispetto a quella dei concimi minerali. Le deiezioni, ben maturate in letamaia, dovrebbero essere sparse già a fine dicembre od in gennaio, distribuendole uniformemente su tutta la superficie corrispondente alla proiezione a terra della chioma dell’olivo, con l’accortezza di non lasciare mai la sostanza organica a diretto contatto con il fusto della pianta. Viceversa, coloro che intendono avvalersi delle sole concimazioni minerali, dovranno aspettare fino al mese di marzo. Non è assolutamente il caso di anticipare i tempi perché le piogge potrebbero disperdere gli elementi nutritivi, in particolare l’azoto, facilmente solubile in acqua. Di seguito si riporta un suggerimento di massima in merito al dosaggio ed al calendario per la somministrazione dei macro-elementi: azoto (N), fosforo (P) e potassio (K).
Rispettando le norme della produzione integrata dettate a livello regionale, nonché optando per l’acquisto dei concimi a miglior prezzo per unità fertilizzante, per un oliveto con circa 300 piante ad ettaro, le concimazioni azotate, rapportate a pianta, potrebbero essere le seguenti:
a marzo: 500 g di nitrato ammonico per ciascuna pianta;
in aprile, a distanza di un mese dal primo intervento: 300 g di urea a pianta;
in maggio, a distanza di un mese dal secondo intervento: ulteriori 300 g di urea a pianta;

In occasione della prima concimazione è opportuno aggiungere anche gli altri macro-elementi principali con i seguenti dosaggi indicativi:
Perfosfato minerale semplice: g 400/anno/pianta;
Solfato di Potassio: g 650/anno/pianta.

Si ricorda che l’apporto dei concimi organici, ed anche dell’azoto, deve essere costante tutti gli anni, mentre il fosforo e il potassio possono essere eventualmente somministrati anche ogni 2 o 3 anni, sommando di conseguenza le dosi annuali prima esposte.

Agr. Moreno Moraldi
Studio di consulenza “ProVerde”

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Aggiornato al 31/12/2014

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