ECCO ALCUNE INDICAZIONI PER L'ALLEGAGIONE DEGLI ULIVI

ECCO ALCUNE INDICAZIONI PER L'ALLEGAGIONE DEGLI ULIVI - NOTIZIARIO DELL’OLIVICOLTORE n° 2 dell'11 maggio 2019

Ci siamo lasciati a marzo con il primo bollettino del 2019 per ritrovarci a distanza di due mesi per parlare soprattutto della imminente fioritura. In molte zone dell’Umbria, tra pochi giorni, inizierà l’apertura dei primi fiori degli olivi. Come già ripetuto nei bollettini degli anni passati, il momento adatto per intervenire con apporti di boro per via fogliare, con l’eventuale aggiunta di rame e di microelementi, è quello antecedente l’apertura dei fiori; il boro dovrebbe essere somministrato esattamente 10 giorni prima dell’apertura delle mignole. Si tratta di un elemento importante soprattutto negli oliveti posizionati su terreni alcalini con pH superiore a 8. Infatti in tali condizioni le piante potrebbero manifestare difficoltà di assorbimento di questo elemento indispensabile per una buona allegagione.

Si consiglia di verificare direttamente lo stato della fioritura prima di intervenire, individuando in zona una o più piante di antiche varietà a fioritura precoce. Queste potranno essere memorizzate ed utilizzate anche nei prossimi anni quale indizio per stimare i giorni mancanti alla fioritura del proprio oliveto. Nella fase immediatamente precedente la fioritura, non è consigliabile aggiungere concimi azotati per via fogliare. Questi infatti potrebbero stimolare la pianta a previlegiare l’accrescimento vegetativo a scapito di quello riproduttivo. L’unico macro elemento eventualmente consigliabile è il potassio. Qualora si decidesse di mescolare insieme più prodotti è indispensabile accertarsi, leggendo a fondo l’etichetta, se i vari composti chimici siano o meno miscibili tra loro. Molto spesso tali informazioni sono generiche e di difficile interpretazione. Nei casi dubbi è preferibile effettuare trattamenti separati.

La presenza di alcuni temporali pomeridiani, soprattutto nelle zone a ridosso della catena appenninica dell’Umbria, mantengono elevata l’umidità atmosferica. Tale condizione favorisce l’insediamento della Spilocaea oleaginea, meglio conosciuta come “occhio di pavone” alla quale potrebbero aggiungersi altre patologie fungine. Per la loro prevenzione sono indispensabili trattamenti a base di rame. Questi possono essere eseguiti soltanto fino al momento dell’apertura dei boccioli floreali e mai ad apertura avvenuta per non compromettere la vitalità dei fiori. Una volta che i fiori saranno aperti, per poter intervenire con il rame, si dovrà aspettare che le olive abbiano raggiunto almeno la dimensione di un acino di pepe. Nei casi in cui la presenza dell’occhio di pavone avesse raggiunto livelli preoccupanti, con più del 30% di foglie attaccate, deve essere valutato un intervento con fungicidi curativi come ad esempio la Dodina. Le condizioni più indicate per la prevenzione dell’occhio di pavone prevedono dei trattamenti di prevenzione con prodotti a base di rame ogni qualvolta le foglie dell’olivo restino bagnate di continuo per almeno uno o più giorni e le temperature rimangano, nello stesso periodo, intorno ai 18-20°C.

Agr. Moreno Moraldi – studio.proverde@gmail.com

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Aggiornato al 31/12/2014

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