L'ASSENZA DI PIOGGE IMPORTANTI E LE TEMPERATURE ELEVATE TENGONO LONTANA, AL MOMENTO, LA MOSCA DAI NOSTRI OLIVI

L'ASSENZA DI PIOGGE IMPORTANTI E LE TEMPERATURE ELEVATE TENGONO LONTANA, AL MOMENTO, LA MOSCA DAI NOSTRI OLIVI - NOTIZIARIO DELL’OLIVICOLTORE n° 4 del 9 luglio 2018 -
a cura dell'Agr. Moreno Moraldi

Sugli olivi si nota, di settimana in settimana, un buon ingrossamento dei frutti che stanno avviandosi verso l’indurimento del nòcciolo. Come ripetuto in altre occasioni questa fase corrisponde all’inizio del periodo a rischio per eventuali danni causati dalla mosca. Le previsioni meteo di lungo periodo, anche se non sempre possiamo considerarle attendibili, ci dicono che, fino ai primi di agosto, dovremmo assistere ad un’alternanza settimanale di regimi di alta pressione con tempo buono, cui potrebbero far seguito delle giornate con
qualche precipitazione, per poi ritornare a godere del bel tempo. Come più volte ribadito la deposizione delle uova da parte della mosca dell’olivo è agevolata dall’umidità atmosferica e dalle temperature non troppo elevate. Viceversa le giornate soleggiate con temperature che superano di alcuni punti i 30°C ne bloccano l’attività. Comunque le forti gelate tardive dell’inverno trascorso hanno sicuramente ridimensionato il rischio legato alla mosca, tanto da osservare, ove già è in atto il monitoraggio, catture molto scarse. Ne parleremo più
avanti qualora fossimo interessati da lunghi periodi piovosi e poco caldi, tali da favorire la prima generazione dell’insetto.
In alcune zone dell’Umbria, soprattutto in quelle più calde come la conca ternana, potrebbero invece esserci le condizioni adatte all’azione dannosa della tignola. Si tratta della seconda generazione del lepidottero, la più pericolosa, che può portare alla cascola dei frutticini di recente allegagione. Per valutare la soglia di intervento si può procedere con le trappole sessuali, cui far seguire anche un controllo a vista. Per quest’ultimo si prelevano
100 olive da almeno 10 piante diverse. Per le cultivar da olio si interviene quando le uova della Tignola sono presenti su almeno il 20-30% delle drupe. Per le cultivar da mensa la soglia deve essere ridotta al 5-10%.
 
E’ arrivato anche il momento di eseguire la “scacchiatura”, vale a dire l’asportazione manuale dei succhioni. Questi sono presenti soprattutto sulle piante sottoposte ad energica potatura, oppure su quelle che sono state particolarmente aiutate con irrigazioni e/o abbondanti concimazioni. Qualora presenti, si consiglia di non tagliarli come nella normale potatura ma, se possibile, di strapparli energicamente con le mani protette da guanti, senza
lacerare la corteccia del ramo o della branca da cui si dipartono. L’asportazione manuale riduce molto il rischio di riscoppio di successivi succhioni sul medesimo punto.
L’eliminazione di questi ricacci ci consente di predisporre la pianta per la potatura del prossimo anno, nonché di migliorarne l’arieggiamento della chioma, soprattutto sulla parte interna, condizione indispensabile per prevenire molti dei problemi dell’olivo. Una chioma meno compatta ci aiuterà a limitare soprattutto i funghi come l’occhio di pavone, i batteri come la rogna e gli insetti come la mosca e la tignola.
 
Buon lavoro a tutti.

Moreno Moraldi
studio.proverde@gmail.com

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Aggiornato al 31/12/2014

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