ANNATA AL DI SOPRA DELLE ATTESE PER MOLTI OLIVICOLTORI IN UMBRIA - NOTIZIARIO DELL’OLIVICOLTORE n° 10 del 26 novembre 2018

ANNATA AL DI SOPRA DELLE ATTESE PER MOLTI OLIVICOLTORI IN UMBRIA - NOTIZIARIO DELL’OLIVICOLTORE n° 10 del 26 novembre 2018

La raccolta delle olive volge ormai al termine con risultati che per molti olivicoltori sono stati al di sopra delle attese, almeno in termini di resa al frantoio; per altri, invece, non resta che aspettare i prossimi anni per vedere le proprie piante, soprattutto quelle della cultivar Frantoio, ritornare agli splendori del passato dopo gli intensi danni da freddo subiti a primavera 2018.

Quest’anno la qualità dell’olio è buona, in molti casi anzi ottima, soprattutto se valutiamo il prodotto sotto l’aspetto della mancanza di difetti. Infatti, scarsi e circoscritti sono stati i danni da parte della mosca, spesso anche limitati dalla prontezza d’intervento degli agricoltori e dalle efficaci azioni di contenimento frutto dell’esperienza maturata negli anni passati. Forse qualche considerazione meno positiva può essere fatta valutando la qualità dell’olio dal punto di vista del sapore. Infatti coloro che consumano l’olio umbro sono abituati ad assaporare un gusto forte, spesso molto piccante, in particolare nei primi tempi dopo la molitura e quando abbonda la cultivar Moraiolo.

Quest’anno ci dobbiamo accontentare di un olio un po’ più spento, con buoni profumi, ma con sapore decisamente meno impattante. La differenza, rispetto agli anni scorsi, è legata esclusivamente alle temperature miti che hanno accompagnato tutto l’autunno unitamente al ritorno delle piogge dopo un lungo periodo di siccità. Queste condizioni hanno consentito alle olive di ritornare turgide e di continuare a lungo il loro processo di maturazione in assenza di freddo. Con un tale andamento climatico l’olio del 2018 manifesta una sensibile variazione della composizione acidica caratterizzata dall’abbassamento dell’acido oleico e soprattutto da una percepibile riduzione delle sostanze fenoliche che potrebbero ridurne anche la stabilità ossidativa.
Nei bollettini degli anni scorsi era sempre stato ribadito il consiglio di non potare gli olivi in autunno, ma di avere la pazienza di aspettare le settimane che precedono la Pasqua. Purtroppo l’ondata di freddo della primavera 2018 ha confermato la validità del consiglio. Infatti i danni dal gelo sono stati sensibilmente superiori sulle piante già potate rispetto a quelle ancora integre al momento del passaggio del freddo. Non resta che fare tesoro di tali esperienze e non farsi mai condizionare dall’operato di quanti improvvisano le scelte colturali. Ricordiamoci anche di eseguire i trattamenti con prodotti rameici dopo la potatura che, per bloccare efficacemente l’ingresso dei patogeni nelle ferite, devono essere effettuati a distanza di poche ore dall’esecuzione dei tagli od al massimo dopo pochissimi giorni. Per ottenere un’efficacia immediata, soprattutto se la potatura è stata fatta da diversi giorni, si consiglia di utilizzare il rame sotto forma di idrossido, formulato caratterizzato da un’azione molto più pronta rispetto agli altri.  

Come già ripetuto negli anni passati si ricorda, a tutti coloro che concimare l’oliveto con il letame, di iniziarne la distribuzione ben prima dei concimi minerali. Già in gennaio dovrebbe essere sparso lo stabbio almeno su tutta la superficie corrispondente alla proiezione a terra della chioma dell’olivo, tenendolo distante qualche decina di centimetri dal contatto con il fusto della pianta.

Coloro i quali prevedono di ricorrere alle concimazioni minerali dovranno invece aspettare fino al mese di marzo. Non è assolutamente il caso di anticipare i tempi perché le piogge potrebbero disperdere gli elementi nutritivi, in particolare l’azoto, facilmente solubile in acqua. Di seguito si riporta un suggerimento di massima in merito al dosaggio ed al calendario per la somministrazione di azoto (N), fosforo (P) e potassio (K).

Rispettando le norme della produzione integrata e scegliendo di acquistare i concimi meno costosi, per un oliveto con circa 300 piante ad ettaro, le concimazioni azotate, rapportate a pianta, potrebbero essere le seguenti:
-        a marzo: 500 g di nitrato ammonico per ciascuna pianta;
-        in aprile, a distanza di un mese dal primo intervento: 300 g di urea a pianta;
-        in maggio, a distanza di un mese dal secondo intervento: ulteriori 300 g di urea a pianta;
 
In occasione della prima concimazione si apporteranno anche gli altri macro-elementi con i seguenti dosaggi indicativi:
-        Perfosfato minerale semplice: g 400/anno/pianta;
-        Solfato di Potassio: g 650/anno/pianta.
 
Si ricorda che l’apporto di azoto deve essere costante tutti gli anni, mentre il fosforo e il potassio possono essere somministrati anche ogni 2 o 3 anni, sommando di conseguenza le dosi annuali esposte sopra.
Con questo decimo notiziario ci stiamo avvicinando alle festività di fine anno e, pertanto, non mi resta che formulare a tutti i migliori auguri di poter trascorrere le festività in linea con le proprie aspettative e desideri. Con l’occasione mi fa piacere poter ringraziare di cuore tutti i lettori del notiziario che con assiduità hanno seguito i consigli di queste pagine. Un particolare augurio e saluto a tutti coloro che mi hanno contattato direttamente per piacevoli e proficui scambi di opinioni.
 
Con i più sinceri auguri di Buon Natale e sereno anno 2019.   

Moreno Moraldi studio.proverde@gmail.com

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Aggiornato al 31/12/2014

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