NOTIZIARIO DELL’OLIVICOLTORE n° 15 del 29 agosto 2016

NOTIZIARIO DELL’OLIVICOLTORE n° 15 del 29 agosto 2016

a cura dell'Agr. Moreno Moraldi
 
Le temperature diurne di questi giorni, uguali o superiori ai 30°C, limitano od azzerano temporaneamente le potenziali ovideposizioni da parte della mosca olearia; tale momento favorevole agli olivicoltori permarrà fintanto che resterà così elevato l’attuale livello di calore. Purtroppo, per mercoledì 31 agosto, sono previste nuove piogge unite ad un conseguente aumento dell’umidità relativa e ad un abbassamento delle temperature.

Tali condizioni saranno nuovamente favorevoli alla mosca, anzi alle mosche, visto che in tanti oliveti si possono constatare percentuali variabili di olive colpite dalla prima infestazione del mese scorso che, per evitare ripercussioni negative sulla qualità dell’olio, ci auguriamo possano cadere prima della raccolta autunnale. Su queste olive, le “figlie” delle prime mosche hanno potuto alimentarsi ed impuparsi per poi uscire, pronte, a loro volta, per deporre ulteriori uova. Per rendersi conto dell’aumento esponenziale dell’insetto giova ricordare che durante l’estate è sufficiente circa un mese per passare da una generazione all’altra e che ogni mosca, durante l’arco della sua vita, può deporre fino a 250 uova. Buona parte di queste, il mese successivo, potranno diventare nuove “madri” pronte a deporre il medesimo quantitativo di uova della mosca originaria. E così via fino alla raccolta delle olive.

Quest’anno, a differenza del 2014, la presenza dell’insetto nella nostra Regione non è costante, ma varia molto a seconda della zona, dell’esposizione, della cultivar, dei differenti sistemi di gestione del suolo e della qualità degli interventi colturali fatti sui singoli oliveti. In pratica la diffusione è a “macchia di leopardo” e soltanto un accurato esame dei campioni delle drupe, effettuato per ogni singolo oliveto, può dare la risposta corretta se sia necessario e conveniente intervenire con trattamenti ovicidi e larvicidi. Per le modalità di prelievo dei campioni, per il loro esame e per le soglie di convenienza dell’infestazione attiva, si rimanda ai precedenti notiziari. Capita spesso di notare come oliveti confinanti, nonché simili per tutte le altre caratteristiche, presentino livelli di infestazione differente. Per questo si consiglia di evitare di intervenire con il solito metodo “lo faccio perché lo ha fatto il mio vicino”. Bisogna sempre analizzare i campioni delle olive evitando di prendere decisioni impulsive.

In questo periodo, dopo aver valutato il superamento o meno della soglia di intervento per i trattamenti ovicidi e larvicidi, deve anche essere tenuto conto, per far coincidere i giorni di attesa con il periodo giusto della raccolta autunnale, anche dei tempi di efficacia dei singoli prodotti. Tempi da far trascorrere tra un trattamento e l’altro (circa 18-20 giorni per dimetoato, fosmet ed imidacloprid), nonché del tempo di carenza (giorni che devono trascorrere tra l’ultimo trattamento e la raccolta delle olive) che è di almeno 28 o più giorni a seconda del formulato. Si ricorda che con fosmet e con imidacloprid non può essere fatto più di un intervento all’anno, mentre si può arrivare fino a due con dimetoato od alternando due diversi prodotti. Si ritiene opportuno far presente che il dimetoato è facilmente solubile in acqua e pertanto, da studi pubblicati già da alcuni decenni, risulta eliminabile con le acque di vegetazione. Fosmet è sempre solubile in acqua, ma in inferiori concentrazioni, mentre imidacloprid è solubile nei grassi. Purtroppo anche l’olio di oliva è un grasso.

Visto che l’infestazione quest’anno è rappresentata in tante sfaccettature, molto diverse una dall’altra, si è potuto anche notare come, su oliveti confinanti e del tutto simili, l’uso provvidenziale di prodotti rameici, con trattamenti effettuati a partire dalla fase iniziale del rischio di ovideposizione, abbia consentito di rimanere ben al di sotto della soglia di intervento. Su identici oliveti posti a confine, non trattati con rameici, invece, il livello di infestazione abbia fatto superare di gran lunga la soglia di intervento. Questi rilievi confermano, come peraltro noto da tempo, quanto il rame possa aiutarci, oltre che nella prevenzione di tante altre patologie fungine e batteriche, anche nel limitare l’azione della mosca.

Per chiunque volesse contattare direttamente il Dott. Moraldi, la mail è: moraldi@email.it

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Aggiornato al 31/12/2014

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